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Mafia e minori: percorsi di educazione alla legalità

Piattaforma Infanzia ha voluto approfondire il binomio mafia/minori, fenomeno diffuso in Italia e che mette a rischio migliaia di adolescenti. Lo abbiamo fatto con Libera, esperta sul tema.

Educare i giovani alla legalità è uno dei cardini delle attività di Libera con cui abbiamo voluto approfondire il binomio minori e mafia nel nostro Paese. Disagio e difficoltà sono le motivazioni tipiche che spingono i minori a delinquere. Il loro coinvolgimento nella criminalità organizzata consiste, il più delle volte, in un vero e proprio sfruttamento di stampo mafioso. Per far fronte alla problematica del coinvolgimento di adolescenti in attività criminali è molto importante la progettualità sul territorio, volta alla sensibilizzazione, educazione e prevenzione del fenomeno. I reati commessi dagli adolescenti sono principalmente lo spaccio di stupefacenti, le rapine, l’uso illegale di armi, il furto, più raramente omicidi e tentati omicidi.

I minori ci vengono segnalati dai servizi sociali territoriali – dichiara Barbara Pucello, educatrice professionale e referente nazionale dei progetti giovani dell’area penale di Liberae l’intento è quello di coinvolgerli in percorsi di educazione e sensibilizzazione alla cittadinanza attiva”. Dopo un’analisi del contesto da cui arrivano questi ragazzi, che molto spesso appartengono a realtà sociali caratterizzato dal disagio, vengono affrontate discussioni di gruppo grazie anche alla partecipazione di persone che rappresentano, dal punto di vista simbolico, la lotta alla mafia, come ad esempio magistrati o familiari di vittime innocenti di mafia.

Le reazioni dei ragazzi ai racconti dei familiari delle vittime di mafia, sono molto emotive e questi appuntamenti riescono ad aprire porte che normalmente sono serratissime. Solo così riescono finalmente a toccare con mano e a rendersi conto della devastazione che la mafia può creare, il dolore che causa”, continua Barbara Pucello, che sottolinea anche come questi incontri mettano i ragazzi seriamente in discussione.

Laddove il giudice ritiene di poter dare delle vie alternative al carcere, i ragazzi hanno la possibilità di scegliere questi percorsi di recupero dandosi un’altra chance, ma “possono anche non aderire e scegliere il carcere. Il fatto che lo decidano il contrario è sicuramente un passo importante”.

Dare strumenti di decisione in accordo con le opportunità di recupero, è sicuramente un’alternativa per i numerosi adolescenti che vivono questa devianza. Allo stesso tempo, sensibilizzare in tema di mafia, contribuisce alla necessaria conoscenza dei crimini commessi da quest’ultima per creare quella consapevolezza generale volta a gridare un ‘mai più’. “E’ importante entrare nelle scuole e far conoscere la mafia affinché non si uccidano due volte le vittime innocenti”, dichiara Giuseppe Parente, referente della segreteria nazionale di Libera Formazione, “per questo, attraverso il progetto ‘La scuola adotta una vittima di mafia’, coinvolgiamo i ragazzi in un percorso di conoscenza delle storie delle vittime di mafia e con il loro esempio di cittadini attivi e responsabili cerchiamo di fornire loro gli strumenti giusti per scegliere la legalità”.

Paola Longobardi

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