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Minori migranti: ong chiedono più protezione

Un decreto legge per dare attuazione immediata alla proposta di legge sulla protezione dei minori migranti ferma alla Camera. Lo richiedono attraverso una lettera a forma congiunta, diverse ong impegnate per la tutela dei minori.

I minori stranieri, nell’ambito delle migrazioni, rappresentano un gruppo particolarmente vulnerabile. Portano sulle spalle il peso di viaggi che spesso sono durati anni e arrivano nel nostro Paese dopo aver vissuto sulla propria pelle violenze di ogni genere.  Prede di circuiti illegali soprattutto se nella loro accoglienza non c’è un coordinamento fatto di sostegno e protezioni adeguate.  Afghanistan, Bangladesh, Nigeria, Somalia Eritrea e Siria, sono alcuni dei paesi di provenienza di adolescenti tra i 16 e i 18 anni di età, prevalentemente maschi, ma anche ragazzi più piccoli di 13-14 anni e ragazze, soprattutto nigeriane. Da molti anni l’Italia affronta l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in termini di emergenza, per questo, diverse Ong hanno unito la propria voce e avanzato un appello al Governo. La richiesta è contenuta in una lettera a firma di AiBi, Amnesty International, Centro Astalli, CIR, CNCA, CNCM, Emergency, Intersos, Save the Children e Terre des Homme, indirizzata al Ministro dell’Interno Angelino Alfano, al Presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino e al Presidente dell’ANCI Piero Fassino. Cosa chiedono? Il varo di un decreto legge che dia immediata esecutività ai contenuti del disegno di legge C. 1658, attualmente fermo in commissione Affari Costituzionali della Camera, volto a disciplinare finalmente in modo organico, sul territorio nazionale, la protezione e l’accoglienza dei minorenni stranieri non accompagnati.

Le tragedie del mare hanno spesso il volto di bambini”, afferma Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri, ribadendo che “tocca a tutta l’Unione europea, a tutti i suoi Stati membri condividere il dovere e la responsabilità di assicurare a questi bambini, un futuro. Dopo l’ultima tragedia del Canale di Sicilia, il nostro impegno ora, e il mio personale – ha aggiunto – è andare fino in fondo sulla strada che abbiamo imboccato, quella di una solidarietà nuova, che possa tradursi in nuove azioni concrete per salvare vite umane nel Mar Mediterraneo, per contrastare il traffico di esseri umani e per condividere in Europa la responsabilità dell’accoglienza dei rifugiati”. Sono le parole che ha espresso all’Expo 2015, ricordando che in questi giorni in Europa si discuterà ancora di questo.

Definire un sistema stabile di accoglienza, con regole certe, è quello che chiedono le Organizzazioni umanitarie. Un sistema volto a garantire pari condizioni di accesso a tutti i minori, maggiore stabilità e qualità nella rete di accoglienza.

Paola Longobardi

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