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Minori somali trattenuti in modo illegittimo nel carcere di Roma

“Trattenere minorenni, per di più che fuggono da guerre e conflitti interni, presso un istituto di pena destinato ai maggiorenni è contrario al buon senso prima ancora che al diritto”, lo dichiarano le associazioni Asgi e Antigone.

Lo Stato italiano ha l’obbligo di assicurare la piena protezione di tutti i minori da ogni forma di abbandono, abuso, violenza e sfruttamento, così come stabilito dalla Convenzione dei diritti dei bambini (artt. 19, 32, 34, 35 e 36 CRC). Eppure, nonostante il nostro Paese abbia ratificato da ormai un quarto di secolo questo trattato internazionale, ancora si perde in qualche falla amministrativa e in particolare in riferimento ai minori stranieri non accompagnati (MSNA). Come una vasta casistica illustra, questa categoria di minori subisce molto spesso delle violazioni al loro diritto di protezione.

Partendo dal presupposto che i MSNA non dovrebbero mai essere respinti in frontiera o rimpatriati prima che una valutazione del superiore interesse e dei bisogni di protezione sia stata effettuata per ciascun minore su base individuale, è capitato più volte che siano stati trattenuti in centri di identificazione o addirittura nelle carceri.

Le Associazioni Antigone e ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione) hanno espresso forte preoccupazione per la prassi adottata dalle Autorità italiane di trattenere potenziali richiedenti asilo minorenni, per le procedure di identificazione e di accertamento dell’età. I volontari di queste associazioni hanno infatti incontrato, presso la Casa Circondariale Regina Coeli di Roma, alcuni minori somali che intendevano richiedere protezione internazionale in Francia. Minori trattenuti contro ogni norma e immediatamente rilasciati su richiesta e segnalazione delle organizzazioni.

“Trattenere minorenni, per di più che fuggono da guerre e conflitti interni, presso un istituto di pena destinato ai maggiorenni è contrario al buon senso prima ancora che al diritto, anche qualora questi non intendano presentare domanda di protezione internazionale in Italia”, dichiarano attraverso una nota stampa Asgi e Antigone, chiedendo “al Governo di riferire sull’accaduto in Parlamento e di porre fine a questa prassi illegittima”.

Il trattenimento di minori nei CIE (Centri di identificazione ed Espulsione), è, purtroppo, un film già visto e, “da una serie di fattori rilevati, anche la detenzione nel carcere ci fa pensare che sia un caso episodico”, dichiara a Piattaforma Infanzia Salvatore Fachile, avvocato Asgi.  “Nei CIE i casi sono sicuramente più numerosi – continua – tanto che a documentarlo lo sono state anche le nostre azioni nel tempo, mentre del carcere abbiamo al momento certezza solo di questo caso, ma da vari fattori abbiamo compreso non essere il primo”.

Dal Governo ancora nessuna risposta e, nell’attesa arrivi un riscontro, ci chiediamo come verrà giustificato questo spiacevole evento. “Molto probabilmente verrà riferito che non potevano sapere che questi ragazzi fossero minori fino all’accertamento della loro età, ma nel momento in cui ci sia il minimo sospetto su questo, bisogna comunque considerarli minori fino a prova contraria”, altrimenti la prassi è illegittima, proprio come accaduto in questo caso.

Paola Longobardi

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