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Minori stranieri non accompagnati: in Italia sono 9886

Tra chi sbarca e chi arriva via terra, i minori spesso fuggono dai centri di accoglienza. Ne parliamo con Maria Caprara del Dipartimento delle libertà civili e dell’immigrazione del Ministero dell’Interno.

In Italia la questione dei minori stranieri non accompagnati è un tema caldo della cronaca nazionale. Tra sbarchi, arrivi via mare, rintracci e situazioni emergenziali, il fenomeno è diffuso in tutto il paese. I numeri parlano chiaro e dal Dipartimento delle libertà Civili e dell’Immigrazione, del Ministero dell’Interno, comunicano a Piattaforma Infanzia, le azioni future che intendono mettere in atto per la gestione del sistema di accoglienza. “Stiamo cercando di mettere a punto azioni future, dei sistemi per favorire i rintracci di eventuali familiari presenti in Italia o in altri paesi europei”. A parlare è la dottoressa Maria Caprara, dirigente del servizio per i minori stranieri non accompagnati. “Queste attività di rintracci, di family tracing, le portiamo avanti da diverso tempo e per realizzarle ci appoggiamo alla Croce Rossa”.

La collaborazione con le organizzazioni umanitarie, presenti sia nelle aree di sbarco che nelle strutture di accoglienza, fanno sapere dal ministero, è fondamentale per una buona riuscita nella gestione del fenomeno, cercando di garantire il massimo rispetto dei diritti umani. Spesso però leggiamo di una gestione del sistema non all’avanguardia, piena di falle e problemi a scapito delle persone migranti e in particolare dei minori. Per questo motivo, “stiamo cercando di mettere in atto delle strategie generali rivolte a tutti i minori sia nella prima che seconda accoglienza”.

Alla richiesta di Piattaforma Infanzia relativa al dato dei circa 2mila minori di cui non si hanno più notizie, la dirigente Maria Caprara, non conferma il numero ma solamente il fatto che di molti minori si sono perse le tracce. “La questione è molto complicata – dichiara – I minori si allontanano per vari motivi. Quello peggiore è che entrano in giri di traffici criminali, quello migliore, invece, è che si siano ricongiunti con familiari, conoscenti e amici”.

A volte è la mancanza di un’adeguata accoglienza che li spinge a fuggire, per questo, è necessario incentivare il sistema, arricchendolo e rendendolo confortevole e appetibile per tutti i ragazzi. “Noi del Ministero degli Interni al momento disponiamo di risorse economiche da investire in questo ambito e stiamo lavorando in questa direzione con il fine di realizzare e migliorare l’accoglienza e le condizione dei minori sul nostro territorio nazionale”.

Dal 1 gennaio 2015 al 9 febbraio 2015 i minori arrivati via mare sono 390. Di questi 149 sono accompagnati mentre 241 no. Invece, il numero dei minori presenti su tutto il territorio nazionale presso strutture di accoglienza e aggiornato al 31 gennaio 2015, è pari a 9886. “Il numero è cumulativo e confermato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – afferma Caprarae consiste nella somma di tutti i minori che non sono necessariamente quelli sbarcati, ma possono essere anche coloro che sono stati rintracciati sul territorio italiano e che sono arrivati via terra”, conclude il dirigente.

Paola Longobardi

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