News

Monumenti tinti di blu per la giornata mondiale sull’autismo

Diffondere una maggiore consapevolezza sull’autismo e garantire i diritti ai soggetti colpiti. In questa giornata così importante, Piattaforma Infanzia ha parlato con Fabio O. Bernardini, socio fondatore e responsabile Marketing & Comunicazione dell’associazione L’emozione non ha voce Onlus.

Luci blu che illuminano tutti i monumenti delle grandi città nel mondo, per dare voce ai diritti delle persone autistiche. Si celebra oggi, infatti, la Giornata Mondiale di sensibilizzazione sull’autismo, problema che, secondo le stime degli Stati Uniti, coinvolge un bambino su 68. In Italia non abbiamo dati ufficiali, ma gli esperti azzardano che potrebbero essere 600mila le famiglie che convivono con l’autismo.

Piattaforma Infanzia, in questa giornata così importante ha raggiunto Fabio O. Bernardini, socio fondatore e responsabile Marketing & Comunicazione dell’associazione L’emozione non ha voce Onlus. Perché “dare voce ad adolescenti e adulti autistici, con attività, progetti e interventi continui d’integrazione sociale e lavorativa”, è la missione di questa organizzazione composta prevalentemente da genitori di soggetti autistici.

Il sostegno psicologico alle famiglie è una delle cose fondamentali per chi convive ogni giorno con bambini e adolescenti autistici, anche per i soggetti coinvolti direttamente dalla malattia. “​Il passaggio all’adolescenza per un bambino o una bambina affetto da autismo è forse quello più complicato, anche per le famiglie”, dichiara Fabio O. Bernardini, e spesso il miglioramento effettivo delle condizioni, si ottiene con il lavoro congiunto della scuola, della famiglia e delle strutture terapeutiche. Nei ragazzi, i cambiamenti radicali possono rivelarsi fonte di disagio e sconforto, che uniti alle circostanze legate alla pubertà e spesso anche alla consapevolezza crescente di una ‘diversità’ rispetto ai compagni di classe e amici, può creare un incremento delle difficoltà.

Purtroppo il supporto delle strutture pubbliche ai ragazzi e alle famiglie, già limitato e carente in molti casi, diventa sempre più evanescente, fino a sparire del tutto passati i 18 anni. E’ questo il momento in cui la famiglia deve pianificare un progetto che vada oltre l’età evolutiva, che si estenda nella vita adulta e lavorativa in un ‘dopo di noi’ che sembra lontano, ma non lo è”.

Dare un futuro di autonomia e lavorativo dovrebbe essere un diritto garantito anche a chi nella vita ha difficoltà maggiori per affermarsi. Proprio mirando a questo obiettivo, le attività della Onlus sono centrate sul periodo di passaggio dalla realtà scolastica a quella lavorativa. “In particolare iniziamo con attività svolte in un maneggio. Gestendo il proprio cavallo, e quello degli altri, dalla testa alla coda, pulendo il box, portando da mangiare, prendendosi cura dell’igiene del cavallo e, solo alla fine, salendo in sella, come anticipo di una futura attività lavorativa di grooming. Infine, le attività di giardinaggio, orticultura e ristrutturazione edile leggera che coinvolge gli adolescenti più ‘grandi’ con l’utilizzo di attrezzi come pale, picconi e zappe, per prepararsi, ad esempio, alla gestione di un’azienda agricola e a piccoli lavori edili su commissione”.

Gli eventi e le attività su tutto il territorio nazionale, sono innumerevoli ma hanno tutte un obiettivo comune, quello di rendere più consapevole la comunità nei confronti dell’autismo, per superare le difficoltà legate soprattutto alla non conoscenza. “Per il secondo anno, dopo il successo dell’edizione del 2014, ripetiamo Cavalcando il Blu, una passeggiata a cavallo all’interno di Villa Borghese a Roma. Ci saranno circa 40 cavalieri, che si alterneranno su 20 cavalli, scortati da operatori e volontari e da rappresentanze a cavallo dei Lancieri di Montebello dell’Esercito Italiano, del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia di Stato”. Associazioni e istituzioni unite per la stessa causa sociale, un esempio di amore incondizionato e di progresso. “Ci piace che siano i nostri ragazzi a far aumentare la consapevolezza delle loro condizioni attraverso il loro lavoro e le loro capacità che mostreranno agli occhi di chi si troverà a passare per Villa Borghese accanto alla carovana”. Spesso, infatti, conclude Fabio O. Bernardini, il pregiudizio e la poca conoscenza che accompagna l’autismo porta a ignorare le possibilità e le capacità che i ragazzi hanno in loro, segregandoli in una vita solitaria e vuota.

Paola Longobardi

Indietro
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK