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Mosul, Iraq: ospedali senza farmaci. A rischio 900 bambini

Sembra l’inferno a Mosul. Scarseggia il cibo, l’elettricità è stata tagliata e mancano farmaci per curare i bambini. Un allarme che arriva direttamente dai medici.

Mentre l’esercito iracheno continua l’offensiva militare contro lo Stato Islamico, non fanno che aumentare le difficoltà vissute dalla popolazione e in particolare dai bambini. Ricordiamo che dalla proclamazione del Califfato nel giugno 2014 dalla moschea di Mosul, lo Stato Islamico si è esteso in diverse aree del paese e, secondo un rapporto della missione di assistenza della Nazioni Unite in Iraq, solo nel mese di febbraio le vittime sono state almeno 1.103 di cui 611 civili.

La distruzione non si ferma e oltre ai luoghi di culto, sono presi di mira anche gli ospedali che a causa di mancanza di farmaci sembrano destinati alla chiusura. Il rischio è che ci si trovi davanti all’ennesima catastrofe umanitaria e secondo fonti di stampa araba, sono direttamente i medici iracheni a lanciare una richiesta di aiuto alla Comunità Internazionale. Alto dunque il rischio per la vita, non solo per colpa degli attentati bensì per mancanza di medicinali che costringono centinaia di malati  senza la possibilità di cure. Particolarmente drammatica è la situazione nell’ospedale pediatrico dove risiedono circa 900 bambini affetti da talassemia che non dispongono di cure idonee. Un urgente bisogno di assistenza è necessario e la richiesta di aiuto arriva direttamente dai sanitari le cui strumentazioni mediche cominciano a scarseggiare e risultare totalmente insufficienti.

Mosul è una città che vive sotto assedio da diversi mesi ormai. Il governo ha tagliato cibo ed elettricità e senza farmaci è difficile sostenere questi bambini che necessitano anche di beni primari come acqua e latte.

Una situazione che degenera di ora in ora e mentre proseguono le strategie militari di difesa, anche con il coinvolgimento della comunità internazionale, il Califfo Abu Bakr al Baghdadi insieme ai suoi miliziani, cerca di difendere l’avamposto facendosi schermo anche attraverso l’utilizzo di scudi umani. Tra arruolamenti di minori e punizioni forzate nei confronti di chi non vuole dare in consegna all’Isis componenti familiari per andare a combattere, continua imperterrita la caccia agli infedeli.  Un’azione d’urto quella del Califfato, dove regnano odio, violenza e disperazione, per impossessarsi a tutti i costi della città e della propria gente, prendendo in ostaggio centinaia di persone ovunque passino i guerriglieri, bambini compresi il cui destino diventa quello di diventare strumenti di guerra ed essere addestrati nei vari campi allestiti o essere sfruttati per scopi sessuali.  Questo è l’inferno Iraq, paese che vive un incubo da cui ancora non riesce ad uscire.

Paola Longobardi

 

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