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‘Nella scuola dell’infanzia il Paese del futuro’

Riconoscere ai bambini il diritto ad avere diritti, inserire la scuola dell’infanzia all’interno del ddl sulla Buona Scuola, qualità dei servizi educativi e competenze certificate del personale docente. Sono alcuni dei punti discussi al convegno organizzato dal Coordinamento Nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola.

Si è tenuto questa mattina a Roma il convegno nazionale ‘Nella scuola dell’infanzia il Paese del futuro’, organizzato dal Coordinamento Nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola. Un incontro dove si è discusso dell’esclusione della scuola dell’infanzia dal ddl sulla Buona Scuola, tralasciando in questo modo quella che a detta di esperti, è un’eccellenza educativa tutta italiana e di lunga tradizione.

La scuola dell’infanzia è il ponte tra i servizi educativi ed è il collegamento con la scuola primaria. Anche l’Unione europea ne sottolinea l’importanza”, dichiara Noemi Ranieri, portavoce del Coordinamento Nazionale, che ha presentato ufficialmente oggi la campagna di comunicazione volta a documentare l’importanza dell’educazione dell’infanzia nella vita di ogni giorno, unita alla specificità pedagogica di un ‘made in Italy’ riconosciuto in tutto il mondo. Una campagna che intende coinvolgere genitori, bambini, famiglie, cittadini, associazioni, docenti e personale scolastico nel raccontare la loro esperienza e il ruolo che la scuola dell’infanzia ha avuto nella propria vita personale.

L’inclusione è la sua caratteristica e al contrario di una Unione europea che investe risorse aumentando i servizi educativi per la fascia 0-6 anni, l’Italia la esclude”, continua Noemi Ranieri, sottolineando che il diritto alla cittadinanza parte dai primi anni di vita e quello che l’Europa chiede agli Stati membri, è che questo si consolidi entro il 16° anno d’età. Secondo il Coordinamento Nazionale, inoltre, in Italia ci sono realtà che minano alla qualità della scuola dell’infanzia a causa di cooperative che non sempre assumono personale qualificato e di realtà che si improvvisano insegnanti senza averne i titoli adeguati. “Siamo preoccupati per il benessere dei bambini, anche se la nostra situazione è alla pari di altri contesti europei, come ad esempio la Bulgaria, ma certamente non per dati positivi”.

Quello che chiede il Coordinamento Nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola, è che nel ddl sulla Buona Scuola, venga inserita anche quella dell’infanzia, cardine dell’educazione che tra i predecessori e pionieri del sistema educativo, vanta nomi quali Maria Montessori, Loris Malaguzzi, le sorelle Agazzi. “Un’eccellenza esportata anche all’estero”, afferma Mariarosa Silvestro, dirigente tecnico del Miur, che racconta come la Cina abbia importato la scuola dell’infanzia italiana, aprendo dei nidi le cui iscrizioni hanno avuto il tutto esaurito.

È necessario garantire accesso e successo, formazione del personale con qualifiche adeguate e soprattutto riconoscere ai bambini il diritto ad avere diritti sin dalla tenerissima età. “I bambini sono soggetti di diritto, non solo di cura”, conclude Noemi Ranieri, “e solo riconoscendo l’importanza dell’educazione e degli stimoli giusti sin dalla primissima infanzia, il futuro di questo paese sarà migliore”.

Guarda il video della campagna

Paola Longobardi

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