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‘Nella scuola dell’infanzia il paese del futuro’

L’obiettivo è rimarcare la centralità educativa della scuola dell’infanzia all’interno del sistema scolastico italiano e il Coordinamento Nazionale per le politiche dell’infanzia e della scuola, lancia una campagna a tema.

Negli anni si è assistito ad un depotenziamento del ruolo della scuola dell’infanzia”, sono le parole pronunciate da Noemi Ranieri, rappresentante del Coordinamento Nazionale per le politiche dell’infanzia e della scuola, nell’ambito di un convegno dedicato al tema.

La si è accompagnata con l’obiettivo di rafforzarla e di valorizzarne le professionalità, ma oggi, la scuola dell’infanzia, che coinvolge i bambini dai zero ai tre anni, non ha più il ruolo centrale che le era stato riconosciuto in passato, privando così i bambini di cominciare a sfruttare al meglio le loro capacità per la realizzazione del proprio futuro.

‘Nella scuola dell’infanzia il futuro del Paese’, è il leitmotiv che spinge l’azione del Coordinamento Nazionale per rimarcare la centralità educativa della scuola dell’infanzia all’interno del sistema scolastico italiano. Per questo motivo, l’organizzazione ha lanciato una campagna che ha l’obiettivo di documentare l’importanza della scuola dell’infanzia nella vita di ogni giorno e la specificità pedagogica di una tradizione made in Italy riconosciuta in tutto il mondo.

Per l’occasione è stato realizzato un video lancio, che intende coinvolgere genitori, bambini, famiglie, cittadini, associazioni, docenti e personale scolastico per raccontare la propria esperienza inviando testimonianze dirette sul ruolo che la scuola in questa fase particolare della vita dei bambini ha avuto nella propria vita personale, professionale e sociale. Perché, come sostiene Noemi Ranieri, ‘la scuola dell’infanzia è la storia di ognuno di noi’. Storia che attualmente non viene vissuta da tutti i bambini così come dovrebbe essere. Infatti, nel nostro Paese, la percentuale di bambini che frequenta la scuola dell’infanzia è del 95%. Il restante 5% non questa garanzia e diritto. Preoccupazione che aumenta il dibattito oltre che del ruolo marginale che ha assunto il sistema educativa riferito a questa fascia d’età, anche di quello relativo alle assunzioni nel settore.

Bisogna dunque riconoscere che i diritti dei bambini cominciano molto prima delle politiche sociali a loro dedicate. Garantire un sistema educativo sin dai primi anni di vita è fondamentale per il futuro di ognuno di loro. È necessaria una qualità educativa, caratteristica fondamentale per contrastare anche la povertà, affinché tutte le fasce sociali possano essere coinvolte, rafforzandone l’inclusione e promuovendo il successo futuro, pari opportunità per pari dignità e diritti. Ma nel documento ‘La buona scuola’ presentato dal Governo, però, la scuola dell’infanzia è la grande assente. Eppure le raccomandazioni della Commissione Europea individuano tra gli obiettivi di Europa 2020 l’attenzione ad una educazione di qualità, determinante per il progresso sociale e civile, già dalla primissima infanzia.

Paola Longobardi

 

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