News

Neo-maggiorenni fuori famiglia. Quali prospettive per il loro sostegno?

Diciottenni che per legge sono considerati adulti e che secondo il presidente di Agevolando, vengono discriminati due volte, sia sul piano affettivo che sul piano delle opportunità.

Ogni anno circa 3000 giovani neo-maggiorenni escono dai percorsi di accoglienza sostitutivi della famiglia in comunità, affido o casa-famiglia” – spiega il Presidente di Agevolando Federico Zullo – “e circa i 2/3 non rientrano nella famiglia d’origine”. In Italia, il numero di giovani adulti a rischio di esclusione sociale, si aggira intorno ai 20mila. Spesso si tratta di ragazzi che già vivono in condizioni di vulnerabilità e povertà, nonché di devianza, le cui cause vanno cercate principalmente nell’assenza di percorsi efficaci e di interventi di tutela e di supporto nella direzione dell’indipendenza e autonomia.

Parliamo di neo diciottenni che per legge sono considerati adulti e quindi autonomi. Ma guardando in faccia la realtà, possiamo affermare tutto il contrario. Giovanissimi che secondo il presidente di Agevolando, vengono discriminati due volte, sia sul piano affettivo che sul piano delle opportunità.

Insieme ad altre organizzazioni nazionali, e in particolare con CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), CNCM (Coordinamento Nazionale Comunità per Minori), CISMAI, SOS Villaggi dei Bambini e Progetto Famiglia, la richiesta è quella di favorire interventi legislativi rivolti a tutti quei ragazzi provenienti da esperienze ‘fuori famiglia’. “Insieme ad altre due organizzazioni – dichiara a Piattaforma Infanzia Federico Zullo – che sono Terra dei Piccoli onlus e Federazione Isperantzia, abbiamo ottenuto un incontro con il sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per capire se è possibile inserire all’interno dei decreti attuativi del Jobs Act, dei riferimenti a possibilità di facilitazioni per le aziende nel momento in cui assumono i ragazzi appena usciti da questi percorsi”.

Tra le richieste, anche l’istituzione di un Fondo Nazionale loro dedicato per garantire prestiti a ‘tasso zero’ e per mettere in campo soluzioni efficaci per il loro pieno inserimento lavorativo sociale, il completamento del percorso di studi, e il loro benessere psicologico.

La possibilità di aprire questa finestra che dia delle garanzie ai ragazzi che non solo rientrano nella percentuale del 44% dei giovani disoccupati in Italia, ma che soffrono anche l’assenza della famiglia e di una sistemazione abitativa, sarebbe un passo storico molto importante. Sono quei giovani da dover prendere in considerazione prioritariamente poiché non hanno neanche l’appoggio della famiglia”, continua il Presidente di Agevolando.

Una situazione difficile e soprattutto contraddittoria dal momento che proprio nel 2012, la Corte di Cassazione ha confermato l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, sussiste anche se il figlio ha superato la maggiore età ma non ha raggiunto una situazione di indipendenza economica per motivi a lui non imputabili. Nonostante ciò, come dichiara ancora Federico Zullo, non esistono normative e risorse che garantiscano diritti certi per i giovani che escono dalle strutture di accoglienza per i ‘fuori famiglia’.

Paola Longobardi

Indietro