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Nepal e il dramma senza fine. Aumentano le vittime ed è caos aiuti umanitari

Sale il bilancio delle vittime. Al momento circa 5mila quelle certificate ma si stima un numero di 10mila, mentre 2milioni sono i bambini a rischio e 8milioni le persone colpite. Partita la gara di solidarietà internazionale per questa tragedia apocalittica.

Si temono quasi 10mila vittime e a dirlo è il premier nepalese Sushil Koirala. Al momento il bilancio è di circa 5.057 morti, mentre 8mila sono i feriti. Ospedali al collasso, acqua potabile che scarseggia, medicine insufficienti. Il terremoto in Nepal ha causato una vera e propria catastrofe che costringe milioni di persone in strada in balia della paura e della ricerca disperata per la sopravvivenza. Secondo le Nazioni Unite, almeno 8milioni di persone sono rimaste colpite dal sisma, mentre 1,4 milioni di abitanti hanno bisogno di aiuti alimentari urgenti, ma secondo gli esperti dell’Onu la sfida maggiore è quella di raggiungerle. Ci sono villaggi completamente isolati che in condizioni normali prevedono oltre le 10 ore di viaggio per raggiungerli e in questa situazione, in cui si contano le ore che separano tra la vita e la morte, arrivare a loro è ancora più complicato.

I bambini bisognosi di aiuto, secondo Unicef e Save the Children, ammontano a circa 2milioni. Numeri esagerati che purtroppo rendono bene l’idea della catastrofe. Troppe le persone ancora inaccessibili e la stima delle 10mila unità di vittime, è sempre più vicina alla realtà. Il sistema sanitario è al collasso, le scuole chiuse, i bambini rimasti orfani sempre di più. Un dramma che sta facendo emigrare le persone dal paese. Vite di sacrifici distrutte in pochi minuti, e un’altra delle paure più grandi è che questo luogo, ricco di cultura e storia, resti abbandonato a sé stesso.

La capitale Kathmandu, secondo gli studiosi, è stata spostata dal sisma di magnitudo 7.8 di diversi metri verso sud, mentre l’altezza dell’Everest sarebbe rimasta invariata

E intanto la macchina degli aiuti internazionali continua a lavorare. Diverse le raccolte fondi avviate da ong nazionali e internazionali, mentre la Cooperazione Italiana ha inviato un volo umanitario organizzato in collaborazione con la base Onu di Brindisi, in partenariato con diverse Agenzie delle Nazioni Unite. Tende, coperte, serbatoi di acqua, un impianto di purificazione e materiale per l’impermeabilizzazione di alloggi di fortuna per un valore complessivo di circa 100mila euro che si aggiunge al finanziamento di 300mila euro disposto nelle ore immediatamente successive su indicazione del Ministro Gentiloni, a favore della Croce Rossa nepalese, per le attività di ricerca e soccorso dei sopravvissuti, la cura dei feriti, la distribuzione di acqua e scorte alimentari, nonché la prima ospitalità alla popolazione evacuata dalle abitazioni danneggiate.

Una gara di solidarietà che però trova delle falle non da poco nel coordinamento e nella distribuzione degli aiuti. In questo momento il grande caos e il panico della popolazione, unito ad un governo non molto forte, rischiano di tardare la destinazione dei beni di prima necessità, con il pericolo di causare ancora più vittime di quante non ve ne siano già.

E nella ricerca disperata dei sopravvissuti tra le macerie, arrivano per fortuna anche buone notizie che fanno ben sperare nonostante il tempo scorra veloce. Un bambino di quattro mesi è stato infatti ritrovato dopo 22 ore sotto le macerie della sua casa a Bhaktapur, a circa 15 chilometri a est della capitale. Il suo pianto ha attirato l’attenzione dei soccorritori e tra le lacrime di dolore miste a quella di gioia, il bimbo è stato tratto in salvo e i medici hanno confermato che non ha subito danni alla salute e non presenta ferite. Un miracolo, simbolo della forza che la vita ha sopra ogni cosa, nonostante tutto.

Paola Longobardi

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