News

Nuove accuse per i caschi blu. Un altro rapporto su abusi di donne e minori

Prestazioni sessuali in cambio di cibo e beni materiali. Queste le accuse riferite ai caschi blu ad Haiti e in Liberia. Paesi che si aggiungono agli altri in cui episodi del genere sono già emersi.

Continua lo scandalo degli abusi sui minori da parte dei caschi blu dell’Onu. Le denunce sono 480 e risalgono agli anni compresi tra il 2008 e il 2013, in particolare nelle missioni svolte nella Repubblica Democratica del Congo, in Liberia, Haiti, Sudan e Sud Sudan. Secondo i vari rapporti, un terzo dei casi di sfruttamento e abusi coinvolge minori di 18 anni. Si parla di ‘baratto sessuale’ che ha visto lo scambio di beni materiali in cambio di sesso. Un rapporto choc che si aggiunge a quelli già emersi e che riguarda in particolare Haiti e la Liberia. ‘Relazioni sessuali’ con i peacekeepeers in cambio di gioielli, scarpe, vestiti, biancheria intima, profumi, cellulari, televisioni. Tentativi di sottrazione a questa pratica comportavano minacce e ricatti. Questo è quanto emerge dalle denunce e quanto fa rabbrividire. Si parla di uomini e donne che in vesti internazionali sono chiamati ad intervenire in luoghi dove le condizioni di vita e lo sfruttamento, unito alle difficoltà di un conflitto, sono sotto la soglia della dignità umana. Scesa ancora di più a causa dei reati commessi da personale che indossa un emblema ‘di missione di pace’ e che dovrebbe portare tutt’altro nei paesi di intervento.

Le prove emerse in due missioni di peacekeeping dimostrano che le richieste di prestazioni sessuali sono piuttosto comuni ma tenute sotto traccia”. È quanto si legge nel documento di denuncia, datato 15 maggio e di cui le agenzie di stampa internazionale Associated Press e Reuters sono entrate in possesso.

Quello riguardante Haiti e la Liberia, si aggiunge al rapporto reso noto lo scorso mese e che denunciava gli abusi dei soldati francesi sui minori nella Repubblica Centrafricana. Fortissime le accuse, tra cui quelle di stupri di bambini di 9 anni.

Uno scandalo dietro l’altro che fa saltare dalle sedie i funzionari del Palazzo di Vetro e non solo. Inoltre, anche nel 2014 sembra siano stati rilevati 51 casi di abuso. Nel rapporto si parla di eventi ‘abbastanza diffusi’ e sulla base delle testimonianze stanno andando avanti le indagini. Cosa risponde l’ufficio competente delle Nazioni Unite? Non negano certamente l’esistenza tutto ciò, ma ci tengono a sottolineare come negli ultimi 10 anni si è rilevata una riduzione di eventi del genere.

Paola Longobardi

 

Indietro
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK