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Pakistan: lezioni a mano armata

A seguito dell’attentato di dicembre, gli insegnanti si armano per proteggere gli studenti con l’approvazione dell’autorità locale che organizza lezioni di tiro.

Lo scorso mese di dicembre 132 bambini sono stati uccisi da un attacco dinamitardo a Peshawar, in Pakistan e dei 27 presunti terroristi coinvolti nell’attacco, 12 di questi sono stati arrestati dalle autorità, al confine con l’Afghanistan. La notizia giunge dai media internazionali  e Piattaforma Infanzia ha deciso di riportarla per riflettere sulle conseguenze di questo evento drammatico. Ci siamo occupati in precedenti articoli, di quanto sia necessaria e importante più protezione delle scuole da attacchi militari o di gruppi armati. Protezione che in paesi come il Pakistan risulta molto più difficile a causa dell’asimmetria del conflitto e dei metodi di combattimento messi in atto. Ma da quell’episodio in poi, alcuni insegnanti si sono dotati di armi. Vogliono cambiare la situazione da soli dal momento che un intervento istituzionale concreto non viene messo in atto e stanno praticando su come sparare a eventuali terroristi. La notizia che lascia perplessi, è quella che l’autorità stessa ha concesso il permesso al porto di armi nascoste. Tra le vittime di quel massacro, anche insegnanti ed educatori. Per questo la decisione di armarsi da soli è la conseguenza di un sentimento di insicurezza che porta al farsi giustizia in autonomia. Ci chiediamo se sia giusta una presa di posizione del genere. Introdurre armi nelle scuole non può essere considerato un gesto positivo, ma questo è un chiaro atteggiamento della conseguente disperazione di un orrore inconcepibile.

Proteggere i propri bambini e garantire loro il diritto all’istruzione è l’intento di queste insegnanti. Donne che nei loro abiti tradizionali e multicolore, imbracciano le armi e familiarizzano con queste attraverso una formazione svolta direttamente in collaborazione con le autorità locali. Queste, infatti, il 12 gennaio hanno deciso di consentire a tutti i dipendenti del ministero dell’Istruzione di portare a scuola armi con apposite licenze.

Ma non sono tutti d’accordo. Muzammal Khan, presidente provinciale dell’associazione insegnanti di Peshawar, ha espresso il suo punto di vista affermando che gli studenti essendo già molto spaventati per quanto accaduto, rischiano un altro trauma psicologico vedendo i propri insegnanti armati. Un timore più che giustificato a cui si aggiunge anche quello del prendere esempio. Gli studenti, in ogni parte del mondo, prendono come punto di riferimento il proprio educatore e un insegnante armato quale esempio può dare al proprio alunno?

Paola Longobardi

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