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Piccole biblioteche per la lotta all’analfabetismo in Africa

La lotta all’analfabetismo è una battaglia che viene portata avanti da numerose organizzazioni in tutto il mondo e i libri sono l’arma utilizzata in questa guerra. Biblioteche nelle scuole ma anche itineranti, portano libri ai bambini delle aree rurali.

In diverse parti del mondo l’analfabetismo ha ancora un tasso troppo elevato. Secondo le stime Unesco, nel 2012 sono 780 milioni le persone analfabete nel mondo e di queste, 410 milioni vivono nel Sud e nell’Ovest dell’Asia, mentre 187 milioni nell’Africa Subsahariana. Ma, in previsione del raggiungimento di uno degli obiettivi del millennio, il numero degli analfabeti dovrebbe scendere moderatamente per raggiungere 743 milioni entro il 2015. Un processo lento che però trova il supporto di diversi governi e organizzazioni umanitarie, come l’African Library Project. Per mano di Chris Bradshow, infatti, nel 2005 è stato avviato un progetto per incrementare il tasso di alfabetizzazione in Africa attraverso la creazione di biblioteche gestite dai locali nei pressi delle scuole.

Destinato a istituti scolastici in cui la lingua inglese è quella ufficiale, dall’America vengono raccolti libri per bambini e adolescenti da destinare nelle scuole che desiderano avere una propria biblioteca. Il risultato è che oggi troviamo 1.411 biblioteche in Zimbabwe, Zambia, Camerun, Lesotho, Nigeria, Botswana, Swaziland, Malawi, Ghana, Sud Africa e Sierra Leone, con più di 1milione e mezzo di libri donati, più di 1.000 partnership istituite con scuole e organizzazioni americane. In alcuni paesi dell’Africa, infatti la maggior parte dei bambini cresce senza libri, ovvero senza strumenti di base per la lotta alla povertà e per accrescere l’alfabetizzazione. Gli insegnanti stessi si trovano a dover impartire lezioni ai propri studenti senza un supporto e molti alunni, negli anni, perdono la capacità di lettura proprio per la mancanza di testi su cui esercitarsi. Ricordandoci che l’educazione scolastica è un diritto fondamentale, purtroppo il tasso di analfabetismo colpisce molto di più le bambine che spesso sono costrette ad abbandonare il percorso di studi primari solo perché di sesso femminile e quindi destinate ai lavori domestici.

Ma quello dell’African Library Project non è l’unico esempio. In altri Stati troviamo librerie o piccole biblioteche itineranti che girano tra i villaggi più poveri. È il caso dell’Etiopia, dove una biblioteca mobile è stata progettata per affrontare l’emergenza dell’analfabetismo dei bambini nelle aree più rurali. Frutto di Ato Yohannes Gebregeorgis che ha pensato di utilizzare degli asini per girare i villaggi trasportando libri per bambini. Un carretto che porta testi e sedioline per creare uno spazio di condivisione delle letture.

Anche in Kenya fu avviata la ‘Biblioteca sul cammello’ per diffondere la lettura tra i popoli nomadi attraverso il trasporto di libri su cammelli, viaggiando di villaggio in villaggio, e raggiungendo gli insediamenti più piccoli e remoti del territorio.

Insomma, storie di speranza ed esempi di progetti concreti per combattere l’analfabetismo tra le popolazioni dell’entroterra di Paesi in Via di Sviluppo. Azioni fondamentali che consentono di raggiungere risultati importanti al fine di migliorare la condizione di tanti bambini e adulti per la promozione dell’importanza dell’educazione scolastica e per distribuire le giuste armi per lo sviluppo di una mentalità autonoma e di crescita in ogni parte del mondo.

Paola Longobardi

 

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