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Prostituzione minorile: in Italia la diffusione è capillare

Dai recenti arresti avvenuti nel milanese, Piattaforma Infanzia parla del fenomeno con il vice questore di Milano, Angelo De Simone: “il problema è molto diffuso e il più delle volte queste ragazze adolescenti vengono avviate alla prostituzione dall’età di 14 anni”.

Un fenomeno, quello della prostituzione minorile, che in Italia è diffuso in modo capillare e che fa fatica ad emergere a meno che non si tratti di casi eclatanti come accaduto nel territorio della Capitale con le baby squillo dei Parioli.

Purtroppo, però, non si tratta di casi sporadici. I recenti fatti di cronaca, hanno convinto Piattaforma Infanzia ad approfondire la questione e lo abbiamo fatto con il vice questore di Milano, Angelo De Simone.

Il problema è molto diffuso e il più delle volte queste ragazze adolescenti vengono avviate alla prostituzione dall’età di 14 anni”, dichiara il vice questore. Recentemente sul territorio milanese sono stati effettuati degli arresti che hanno permesso lo smantellamento di una vera e propria organizzazione criminale.

La prostituzione minorile spesso appartiene a quelle sacche di territorio dove la sopravvivenza stessa è un problema non da poco.

Abbiamo seguito le indagini per 4 anni circa e le ragazze, di nazionalità romena coinvolte in questo giro, provengono tutte da una realtà degradata, sia dal punto di vista materiale che culturale”. Alcune sono state adescate direttamente in Italia, ci spiega il vice questore, ma molte di loro sono state convinte a venire nel nostro paese con promesse di stabilità e lavoro. Altre, addirittura, vengono cedute direttamente dai genitori. Buttate ai margini della strada poco più che quindicenni, oggi queste ragazze si trovano ad avere 20 anni e con un bagaglio sulle spalle fatto di traumi e violenze, con cicatrici visibili e invisibili.

Parliamo di adolescenti che crescono non avendo la possibilità di scegliere e si trovano ad essere donne senza diritti. “Dopo anni di strada e sottomissione a violenze ci troviamo davanti persone che non hanno termini di paragone. Giovanissime che per andarsene dal giro hanno avuto occasioni che poi non sono andate a buon fine per mancanza di coraggio o perché recuperate e rimesse nuovamente nel circuito”.

Recenti indagini, fanno emergere un dato preoccupante, quello di 340.000 minori che nel nostro paese sono che subiscono forme di sfruttamento, anche sessuale.

Il recupero delle vittime è molto difficile e l’obbligo morale delle istituzione deve essere quello di collocarle in maniera stabile in strutture dedicate per innescare in loro scelte autonome che restituiscano la consapevolezza che allontanarsi dal questo contesto è l’unica via per la salvezza”, conclude il vice questore di Milano, Angelo De Simone.

Ma quale la giusta strategia per la prevenzione e il contrasto del fenomeno? Sicuramente un’adeguata attività di prevenzione che scoraggi la prostituzione anche attraverso il monitoraggio delle autorità a cui deve aggiungersi un’adeguata protezione della fascia minorile da parte delle organizzazioni di settore.

Paola Longobardi

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