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Psicofarmaci nell’età della crescita. Arriva una guida per il corretto uso

Un manuale rivolto agli addetti ai lavori, per sottolinearne il corretto utilizzo ed evitare conseguenze spiacevoli. Il presidente della Società Italiana di Neurologia Pediatrica, professor Raffaele Falsaperla, su Piattaforma Infanzia.

Sono circa 400mila i bambini e gli adolescenti che in Italia soffrono di disturbi mentali e si stima che in 20mila assumano psicofarmaci. Tali medicinali vengono prescritti ai minori con una frequenza certamente inferiore all’età adulta e rispetto ad altre nazioni europee, ma dal momento che le conoscenze sugli effettivi sistemi di efficacia e sicurezza dell’uso di questi farmaci nell’età della crescita è ancora da approfondire, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha pubblicato una guida per gli addetti ai lavori, sul buon uso di queste sostanze mediche. Un manuale rivolto a chi li prescrive, dunque, per sottolinearne il corretto utilizzo ed evitare conseguenze spiacevoli. Al di là del fatto che nell’età della crescita l’uso dei farmaci in generale è meglio evitarlo, Piattaforma Infanzia ha chiesto al presidente della Società Italiana di Neurologia Pediatrica, professor Raffaele Falsaperla, come mai nasce la necessità di una guida per i medici stessi e se il numero stimato dei 20mila giovanissimi che assumono psicofarmaci è un dato preoccupante o meno. “Per poter prescrivere uno psicofarmaco deve esserci una diagnosi ben struttura della patologia. Il dato non è inquietante dal momento che si parla di una stima e non si sa per quanto tempo questi farmaci siano assunti dai bambini”. La diagnosi, viene effettuata da esperti del settore della neuropsichiatria infantile, e l’unico quesito è quello di verificare l’adeguatezza della prescrizione che avviene tramite un processo ben definito. Il pediatra è colui che segnala il problema allo psichiatria, che dopo diversi esami certificati, valuta la cura adatta. “Il dato emerso – continua il Raffaele Falsaperla – bisogna commentarlo con molta cautela, sia in eccesso che in difetto, nel senso che non avendo altri parametri, è giusto tutelare e verificare quante prescrizione siano appropriate, ma comunque il dato stimato in Italia non si scosta dai dati europei”. A detta del presidente della Società Italiana di Neurologia Psichiatrica, quindi, la prescrizione di psicofarmaci non è così semplice e una guida sul buon uso di questi, è utile ad individuarne i limiti e un corretto utilizzo.

Divulgare e far notare quelle che sono le regole della prescrizione di farmaci così importanti, occorre per farne un uso adeguato. Addetti e non addetti ai lavori devono essere ben informati al fine di controllare e monitorare l’appropriatezza della prescrizione che comunque viene fatta da un esperto in materia”. Nessun allarme, quindi, sui numeri dei minori che necessitano di tali farmaci, l’Italia è nella media europea e tale guida serve a soddisfare il bisogno di informazione e comunicazione sia per gli esperti stessi che nei confronti di chi dovrà poi usufruire di queste medicine.

Paola Longobardi

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