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Quando la cura fa rima con avventura

A New York l’ospedale attrezzato per i bambini: vascelli, animali selvatici e pirati fanno sì che la malattia diventi una piacevole avventura.

Quando si parla di bambini e ospedali un velo di tristezza scende sugli occhi di questi ultimi. Si sa, se per gli adulti è difficile convivere con le cure, figuriamoci per i bambini. Eppure, esiste un ospedale dedicato ai più piccoli, che fa vivere la malattia come una vera e propria avventura. Stiamo parlando del Presbyterian Morgan Stanley di New York, una struttura sanitaria che ha deciso di allestire al proprio interno delle sale e delle stanze come un cartone animato. Vascelli, pirati e muri colorati, fanno sì che i bimbi che entrano, dimenticano la loro malattia e si immergano in un mondo incantato come nelle favole.

Eliminare la paura dei bambini, immaginando di essere protagonisti di una storia incantata. Così, la tac diventa il vascello dei pirati, mentre animali selvatici e colorati, si sono appropriati delle mura della stanza di riabilitazione. E ancora, lettini che sembrano piccole navi oppure navicelle spaziali. Un concetto piuttosto lontano da quelli che sono i nostri ospedali pediatrici, che, pur impegnandosi molto nel cercare di restituire ai più piccoli un ambiente meno asettico e terrificante, non riesce nella totalità dell’intento. Un’idea geniale, quella del Presbyterian Morgan Stanley, che aiuta i bambini e i malati più giovani a trascorrere in un clima di tranquillità e serenità la degenza nell’ospedale, che invece di essere freddo e asettico, sembra aver assunto le sembianze di parco giochi.

Un metodo questo, che evita il trauma del ricovero nei bambini, evento tipico che comporta un appoggio e un sostegno particolare da parte dell’adulto. Non sempre infatti il bambino ha la possibilità di avere accanto i propri genitori durante l’esperienza della degenza e la necessità è quella di informare bene i più piccoli su quanto sta accadendo e sui motivi dell’eventuale allontanamento dei genitori. Un volta tornati a casa, è importante che venga rielaborata l’esperienza vissuta attraverso il gioco, ma se la cura stessa appare come tale, la strada è tutta in discesa. Anzi, i bambini sono talmente contenti, da rendere l’ospedale newyorkese come uno dei luoghi da loro più amato. A dirlo non solo i più piccoli, ma anche medici e infermieri della struttura che hanno notato una netta diminuzione di bambini terrorizzati, sia dall’ambiente circostante che dalle cure stesse. Insomma, sicuramente un buon esempio da replicare e diffondere.

Paola Longobardi

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