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Regione Lazio, arriva la legge contro il bullismo

Prevenzione, sostegno e recupero sono le linee guida della strategia che la Regione Lazio intende attuare per contrastare il fenomeno del bullismo.

La cronaca nazionale, ogni giorno, porta alla luce storie di vittime di bullismo e, all’indomani del Safer Internet Day, dove l’attenzione nazionale è stata rivolta principalmente al cyberbullismo, Piattaforma Infanzia vuole approfondire il tema, che è “centrale e non può essere in alcun modo sottovalutato dal nostro Paese”, come dichiarato ieri dalla senatrice Elena Ferrara, prima firmataria del disegno di legge contro il cyberbullismo, nella giornata mondiale per la Sicurezza in Internet. La senatrice democratica ha ricordato che in Italia ben 2 alunni su 3 chiedono più formazione in ambito scolastico per un uso sicuro del web. “Un’apertura positiva e al contempo una richiesta di aiuto – conferma la parlamentare – che riscontro da anni con insegnanti e genitori di tutta Italia, mentre gli studenti mi invitano alle loro assemblee per capire come la politica può rispondere ai rischi che uno straordinario strumento come il web comporta nelle relazioni e nel percorso di crescita di adolescenti e pre-adolescenti”.

Diverse sono infatti le misure di contrasto su tutto il territorio nazionale e dalla Regione Lazio arriva una grande novità. E’ infatti in lavorazione la prima legge antibullismo. Nel territorio della Capitale, il 40% dei ragazzi è vittima di bullismo ed il 70% degli episodi avviene nell’ambito scolastico. La prevenzione del bullismo non come operazione occasionale, quindi, né come emergenza dei singoli. E’ questo l’intento della legge, che vuole “prevenire il fenomeno e lavorare sul tema del bullismo prima che questo accada”, come dichiara a Piattaforma Infanzia il consigliere regionale Cristian Carrara, Presidente della Commissione Cultura, diritto allo studio e istruzione della Regione Lazio.

Bisogna intervenire nelle scuole, nelle famiglie e nelle associazioni sportive”, afferma Piero Petrassi, consigliere regionale e membro della Commissione Cultura, diritto allo studio e istruzione della Regione Lazio. Queste ultime, infatti, oltre alla scuola, risultano essere uno dei principali luoghi dove si verificano atti di bullismo. “E’ fondamentale cominciare a parlarne in modo serio”  continua Petrassi – “perchè il bullismo in Italia è un problema che sta diventando sempre più delicato, sia per le famiglie sia per le scuole, e lo spirito della legge è proprio questo”. Gli effetti devastanti del bullismo, in effetti, possono creare conseguenze psicologiche davvero importanti.

Questa legge prevede un’attenzione particolare per le vittime, quei ragazzi che hanno subito violenze e che necessitano di intervento psicologico; per questo, prevediamo la diffusione di attività di recupero degli stessi autori delle violenze”, riprende il presidente Carrara, che argomenta a Piattaforma Infanzia i punti cardine della legge in discussione in questi giorni. L’intento è di fare rete e collaborare con le organizzazioni del territorio per tentare dei percorsi completi e continuativi. Fino ad oggi, infatti, sembra che le azioni intraprese siano state varie e isolate, caratterizzate da una progettualità a termine. La novità adesso sta proprio nella durata dell’azione di contrasto, permanente e che metta in atto “azioni sinergiche tra tutti gli attori chiamati in causa, per una risposta integrata al problema”, conclude Carrara.

Prevenzione, sostegno e recupero sono i pilastri di questa proposta che intende dunque affrontare il bullismo fornendo gli strumenti giusti per combattere quella che è l’espressione di un disagio esistenziale di troppi bambini e adolescenti italiani. Puntare direttamente sui ragazzi, in definitiva: sono loro il target da cui partire per una consapevolezza diffusa del problema e per la pacifica convivenza tra i giovani.

Paola Longobardi

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