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Sfruttamento sessuale di minori all’estero: italiani in testa alla classifica

Piattaforma Infanzia incontra Yasmin Abo Loha, Segretario Generale di Ecpat Italia Onlus per parlare dello sfruttamento della prostituzione minorile.

Il primato è tristemente italiano e le destinazioni più gettonate sono Sud Est Asiatico, Africa e Sud America. Stiamo parlando delle mete di viaggi a scopo sessuale.

A noi non piace l’espressione turismo sessuale a danno di minori o turismo sessuale con minori. Parliamo di sfruttamento sessuale in occasione di viaggi o di turismo o di spostamento all’estero per fruire prostituzione minorile locale”, dichiara a Piattaforma Infanzia Yasmin Abo Loha, Segretario Generale di Ecpat Italia Onlus, che specifica che ci viaggia per queste destinazioni, non è detto che lo faccia effettivamente con questo obiettivo.

I viaggiatori possono essere suddivisi in tre categorie: turisti, sex offender e clienti. Tra questi ci sono i pedofili che sono in minima parte”, si stima infatti un 5%. “Poi possiamo parlare di clienti abituali ed occasionali, questi ultimi sono il 65%”. Generalmente, questi ultimi, sono coloro che compiono la scelta di avere rapporti sessuali con minori solo se hanno l’occasione, quindi, se c’è la possibilità non si tirano indietro.  “Questo è il contenitore più grande e anche quello più complicato da riuscire ad intercettare”, continua Yasmin Abo Loha.

A cercare principalmente bambini molto piccoli, sono i pedofili che organizzano il proprio viaggio sapendo perfettamente dove andare, a chi rivolgersi e dove poter intercettare le proprie vittime. Il cliente abituale, invece, è colui che prova a tutti gli effetti attrazione sessuale per un minorenne adolescente. Una serie di luoghi comuni, fa pensare che recarsi all’estero per usufruire della prostituzione locale, sia un fenomeno prettamente maschile. Ma non è del tutto così. “Il fenomeno femminile esiste ma c’è meno attenzione, seppur rimane una maggiore tendenza maschile”. La tipologia è però differente. Mentre l’uomo può anche provare attrazione nei confronti di una vittima in particolare e decidere di trascorrere l’intero soggiorno con la stessa, ha comunque desiderio di cambiare e tendenzialmente lo fa. La donna, invece, si ritrova in una sorta di storia affettiva e, frequentando ragazzi tra i 16 e i 17 anni, a volte si pensa che non si commetta lo stesso reato. Ma la legislazione parla chiaro, per cui uomini o donne che siano, ci si trova sempre nella posizione di commettere un illecito.

Le motivazioni di questo fenomeno possono essere diverse da entrambe le parti e molto spesso accade che in paesi in stato di estrema povertà, la prostituzione dei minori venga indotta dalle stesse famiglie. Disagio e difficoltà economica, quindi, i motivi principali delle vittime, mentre per gli adulti maggiore possibilità di spostamento e la connivenza da parte dei governi, oltre alla facilità di corruzione delle forze di polizia locali e l’età degli italiani che sfruttano sessualmente minori, vari atra i 30 e i 50 anni. Non più anziani benestanti come una volta, bensì giovani ed economicamente modesti.

Prevenire e contrastare il fenomeno è possibile attraverso “un’attenta azione di sensibilizzazione con messaggi mirati ed efficaci per riuscire ad arrivare a tutti, rivolta sia a ragazzi che adulti. È necessario inoltre intensificare attività di cooperazione a livello giudiziario e investigativo e sicuramente un aiuto può concreto può arrivare dalla presenza delle Ong sui territori attraverso progetti specifici di sostegno alle famiglie e supporto alle vittime”, conclude il Segretario Generale di Ecpat Italia Onlus.

Paola Longobardi

 

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