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Sono 3.707 i minori scomparsi dai centri di accoglienza

Arrivano via mare e vengono collocati in strutture a loro dedicate, ma i minori non accompagnati registrati in Italia non rispondono tutti all’appello.

“È indispensabile compiere ogni sforzo per garantire i diritti inalienabili delle persone e il rispetto della loro dignità. Sono certo che gli italiani, memori di una loro antica, dolorosa odissea di migranti, continueranno ad esprimere concreta vicinanza al dramma di quanti fuggono da condizioni di grave pericolo e di estrema indigenza”, ammonisce Giorgio Napolitano in uno dei suoi ultimi discorsi da Presidente.

In particolare, si riferisce ai 14.243 minori stranieri arrivati via mare in Italia. Il dato, aggiornato al 31 dicembre 2014, è stato reso noto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano che, allo stesso tempo, ha lanciato l’allarme per 3.707 migranti minori scomparsi dai centri di accoglienza del territorio nazionale. Solo in Sicilia i ragazzi svaniti nel nulla sono 1.882 su 4.628 registrati. La preoccupazione di associazioni e ong è molto alta e quello che inquieta di più è quanto possa accadere loro. “Questi minori hanno diritto a una protezione rafforzata sia in base alla legge nazionale che a quella internazionale – spiega il presidente del Consiglio italiano rifugiati (Cir), Christopher Hein -, lo Stato italiano nei loro confronti ha una grande responsabilità: è grave che ne scompaiano più di 10 al giorno. Il rischio è che finiscano sfruttati o in mano alla criminalità”.

Sono ragazzi che hanno già affrontato molto nella loro breve vita. Sono stati vittime di trafficanti e vittime di violenze inaudite perpetrate lungo il loro viaggio di speranza. Come Ahmad, 14 anni che invece di essere solo un ragazzino è già un uomo. Lui è arrivato a Lampedusa insieme ad altri tantissimi giovani che a differenza di lui godevano di buona salute. Ahmad invece stava male, molto. Operato in Libia a seguito di un ferimento in una sparatoria che l’ha coinvolto come vittima, aveva un’infezione in corso molto grave. L’acqua del mare per giorni aveva bagnato la sua ferita peggiorando la situazione già delicata. È stato portato d’urgenza via dall’isola per poter avere cure migliori in una struttura più attrezzata. Perché a Lampedusa non c’è molto e il centro di accoglienza a volte non offriva neanche il minimo. Alla fine Ahmad ce l’ha fatta. Ha abbandonato il suo paese e i suoi affetti. Anzi, proprio questi lo hanno spinto a fuggire per cercare una vita migliore in un paese dove persecuzioni e guerre non ci sono. Ma una volta arrivati qui, molti di loro restano intrappolati dalla burocrazia lenta e complicata della legge internazionale e non riescono a proseguire il loro viaggio per realizzare il proprio progetto di vita. Forse per questo molti di loro scappano? Per raggiungere Paesi del nord Europa dove magari hanno dei legami, delle conoscenze o dei parenti? Questa è l’ipotesi migliore. Ci auspichiamo che non cadano nuovamente vittime di traffici illeciti e che non vivano condizioni di disagio estremo, e che il nostro paese faccia il possibile per tutelarli, perché, “l’Italia deve vigilare sui minori che arrivano nel nostro Paese da soli. E’ un dovere prima di tutto morale non abbandonare chi è stato costretto ad affrontare viaggi della speranza per scappare da fame e guerre”, dichiara la politica.

Paola Longobardi

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