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Tabacco e minori: un binomio sempre più frequente

In aumento i giovani adolescenti che fumano, fenomeno incentivato anche dal mercato dell’illecito.

In Italia da gennaio 2013 è in vigore una legge che proibisce la vendita di tabacco ai minori di 18 anni. Ma da una ricerca condotta da SWG per il Moige, movimento italiano genitori, emerge che, nonostante il divieto, è in crescita la percentuale di giovanissimi che hanno il vizio del fumo. Ad incentivare il tutto, il mercato illegale. SOS Tabacco Minori è la campagna di Moige e FIT- Federazione Italiana Tabaccai, per difendere i minori dal mercato dell’illecito e per tutelarne la salute. Il 2014 ha fatto registrare un preoccupante incremento dei consumi di prodotti illeciti del tabacco, dopo l’importante calo che si era verificato nel 2013 e il fenomeno allarmante è legato soprattutto alla facilità di accesso e ai bassi prezzi del mercato nero. “L’illecito è facilitato da diversi fattori che attraggono in particolare i minori”, dichiara a Piattaforma Infanzia Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale Moige. “Il basso prezzo delle sigarette illegali spinge i più giovani verso questo fenomeno, che nel 2014 ha registrato un preoccupante aumento. C’è molto da lavorare anche sulla consapevolezza dell’illecito considerato ‘molto o abbastanza’ diffuso da 7 genitori su 10”.

Infatti, nel marzo 2013, a pochi mesi dall’attuazione della normativa, il 71% dei genitori si dichiaravano informati sulle nuove regole e, secondo la metà degli intervistati, anche i loro figli ne erano a conoscenza. A due anni di distanza l’88% dei genitori sa che è vietato vendere tabacchi agli under 18 e sale a 62% la quota che pensa che anche i figli siano al corrente della norma. Il divieto di vendere tabacchi ai minorenni è condiviso dalla totalità dei genitori interpellati che tuttavia segnalano un leggero calo nella fiducia dell’efficacia del provvedimento. “Il fumo tra i minori può essere contrastato con maggiore efficacia solo restando all’interno della rete di vendita legale, dove i tabaccai possono prevenire l’accesso chiedendo all’acquirente di esibire un documento di identità”, continua Maria Rita Munizzi, che specifica come la lotta al fenomeno dell’illecito passa attraverso la maggiore consapevolezza da parte di tutti, rivenditori, genitori e figli, della pericolosità e della diffusione del contrabbando. La città più colpita è Napoli e, da una ricerca realizzata dall’agenzia MSIntelligence nel 2014, basata sull’analisi di pacchetti vuoti raccolti per le strade, emerge che quelli ‘non domestici’ sono 1 su 3 e in prossimità di scuole il dato raggiunge livelli altissimi, superando in alcuni casi il 50%.

C’è un solo modo per garantire che i minori non consumino tabacco – dichiara Francesco Marigliano, Presidente del Sindacato Provinciale Tabaccai FIT di Napoli controllare attentamente che la vendita al dettaglio sia affidata esclusivamente a soggetti autorizzati e qualificati. Fortunatamente in Italia questo è possibile grazie alle tabaccherie che operano su delega esclusiva dello Stato”. Nei casi dubbi, è obbligo del tabaccaio richiedere un documento che accerti la maggiore età, cosa che difficilmente avviene nel mercato nero. E, inoltre, la Federazione Italiana Tabaccai, chiede allo Stato di intervenire anche con pene più severe per chi commette il reato del contrabbando.

Paola Longobardi

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