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Tragedie del mare, in Europa si discute sui possibili interventi

“Basta ipocrisie”, dicono le ong “urge intervento immediato”. Oggi il vertice Ue voluto dal premier Renzi. Contrasto del traffico di esseri umani, operazioni sicure di soccorso, intervento nei luoghi di partenza: questi i temi della giornata.

Chiediamo di non essere lasciati soli. La nostra è una questione politica, di dignità dell’uomo e di bloccare questo traffico di essere umani”. Sono le parole che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso durante la conferenza stampa organizzata dopo il vertice straordinario con i ministri del suo governo per capire cosa fare a seguito del naufragio avvenuto nella notte del 18 aprile, dove hanno perso la vita più di 700 persone.

Una tragedia che si somma alle precedenti e che riducono il Mediterraneo a cimitero per le migliaia di morti di tutti questi anni di migrazioni via mare. “Una ecatombe”, ha dichiarato Christopher Hein direttore del CIR, il Consiglio Italiano per i Rifugiati, all’indomani della tragedia. Dolore e indignazione i sentimenti comuni di chi è coinvolto da sempre nella questione degli sbarchi. “Come è possibile che l’Europa, la terra in cui sono nati i diritti, continui ad essere indifferente di fronte a tragedie che quotidianamente inghiottono la vita di centinaia di uomini, donne e bambini? L’Europa si deve muovere al di là degli interessi nazionali, in difesa dei diritti di tutti gli uomini e di tutte le donne. Non è più possibile aspettare, questa colpevole indifferenza deve finire”, continua il CIR, che insieme a numerose altre organizzazioni umanitarie, invoca l’avvio immediato di un’operazione Mare Nostrum europea, per permettere una efficace opera di ricerca e salvataggio. E proprio oggi è la giornata del vertice UE invocato da Matteo Renzi. Tra le ipotesi quelle di distruggere i barconi dei trafficanti prima che salpino in mare e il raddoppio dei finanziamenti per le operazioni Triton e Poseidon. Insomma, un potenziamento dei fondi destinati alla missione, ma senza mutazione del mandato e si discute di un eventuale collegamento con Poseidon, missione analoga applicata al largo delle coste greche. E ancora, aiuti ai paesi di partenza per controllare le frontiere e aiuti ai paesi europei per espulsioni. Dall’altra parte, invece, le Organizzazioni Umanitarie lanciano l’appello per l’apertura delle frontiere e per l’istituzione di corridoi umanitari per garantire un viaggio sicuro a chi fugge da conflitti e persecuzioni. Si parla anche della distribuzione dei migranti tra i vari Stati dell’Unione e alcuni Paesi hanno anche dichiarato di essere disponibili ad ospitare una quota dei rifugiati, e distribuirli sulla base della ricchezza della popolazione ospitante. Ma questa discussione è rinviata a maggio quando ci saranno le proposte scritte. Sull’ipotesi che l’Europa si attivi per la distruzione delle imbarcazioni prima della partenza, Tripoli si fa sentire dichiarando di non accettare che l’Europa bombardi su presunte basi di trafficanti di esseri umani.

La situazione è in fermento ma è arrivato il momento delle risposte concrete. Il numero crescente di morti in mare, richiede un intervento che va al di là delle politiche nazionali, espandendosi a quelle di una comunità internazionale che ha le stesse responsabilità in tema di rispetto dei diritti umani. Il sovraffollamento dei barconi e la violenza perpetrata nei confronti di adulti e bambini, rende le condizioni di viaggio disumane, stipati come animali uomini donne e minori, una volta arrivati, raccontano le violenze subite, le minacce e la costrizione alla partenza anche con condizioni meteo avverse.

L’intera Unione europea non può accettare l’idea che il Mediterraneo divenga una grande cimitero dove sono sepolte persone che cercavano una vita migliore e le loro speranze”. Lo ha dichiarato il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sottolineando l’urgenza di intervenire all’origine del fenomeno. “I trafficanti di esseri umani vanno contrastati con tutta la forza e vigore possibile”.

Paola Longobardi

 

 

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