News

Un’App per garantire il rapporto affettivo tra bambini e genitori detenuti

Bambinisenzasbarre lancia il progetto ‘Telefono Giallo’, uno strumento per rispondere direttamente ai bambini che hanno un genitore in carcere e che hanno tante domande nascoste ma non sanno a chi rivolgerle. Su Piattaforma Infanzia Lia Sacerdote, presidente della onlus.

In Italia sono 100mila i bambini che entrano nelle carceri per incontrare il proprio genitore detenuto e per ognuno di questi bambini le difficoltà organizzative a cui vanno incontro sono molteplici, causando enormi problemi nel mantenimento del rapporto con il genitore.

Il diritto dei minorenni alla continuità del legame affettivo con il genitore detenuto e, al contempo, il diritto alla genitorialità, è ampiamente riconosciuto dalla Carta dell’Onu. Dallo scorso anno anche in Italia, c’è un documento dedicato che abbiamo firmato insieme al Ministro della Giustizia e al Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, la Carta dei figli dei genitori detenuti, un protocollo di Intesa, che rappresenta un memorandum unico in Italia e in Europa”. Lo dichiara a Piattaforma Infanzia Lia Sacerdote, presidente della onlus Bambinisenzasbarre, che dedica la propria attività alla tutela dei diritti dei bambini che hanno i genitori detenuti.

E proprio per tutelare al meglio i minori che affrontano ogni giorno le condizioni difficili dell’entrare in un carcere, Bambinisenzasbarre lancia il progetto ‘Telefono Giallo’, uno strumento che potrà aiutare i bimbi a rispondere alle proprie domande. “Con ‘Telefono Giallo’, quello che intendiamo fare è rispondere direttamente ai bambini che hanno tante domande nascoste e che non sanno a chi rivolgerle”, continua Lia Sacerdote. Come faccio a dire ai miei compagni che mio papà è in carcere? E se viene a saperlo la maestra? Se non c’è nessuno che mi accompagna a trovare la mia mamma in carcere, come posso fare? Posso telefonare direttamente al mio papà? C’è una sala per bambini? Generalmente infatti, i parenti di detenuti, nell’attesa di entrare a far visita al proprio caro, si incolonnano in lunghe file o attendono in sale apposite. Per evitare l’estenuante attesa dei più piccoli, Bambinisenzasbarre ha lanciato già da tempo un altro progetto, quelle degli ‘Spazi Gialli’, ovvero sale dove gli operatori della onlus offrono uno spazio socio-educativo ai bambini prima e dopo il colloquio. “Dare attenzione a questi bambini è un investimento sul futuro: un terzo dei genitori reclusi che incontriamo nei nostri gruppi in carcere, a loro volta hanno avuto un genitore detenuto”.

Con il ‘Telefono Giallo’, che attraverso la raccolta di crowfounding sulla piattaforma WEDO cerca finanziamenti, 100mila bambini e le loro famiglie ovvero 500mila persone, potranno usufruire di questo servizio di assistenza e supporto, anche attraverso l’applicazione da scaricare sul proprio telefono o tablet. Questa fornirà le informazioni utili per entrare in tutte le carceri italiane: gli orari, quali autorizzazioni servono, cosa si può portare, quali cibi, oggetti e vestiti e in più indica come arrivarci passo dopo passo.

“Questi bambini sono uguali a tutti i bambini e la Carta dell’Onu dice che il loro interesse e i loro diritti vengono prima di tutti gli altri e, sempre la Carta dell’Onu, dice anche e soprattutto che hanno il diritto di mantenere il legame con i loro genitori detenuti. E per loro significa crescere continuando ad avere un padre e una madre anche se in carcere”. Dalle statistiche emerge che se il legame affettivo viene mantenuto, i figli di detenuti riescono a fare scelte di vita che li allontano dal commettere reati seguendo le orme del genitore. “L’unico modo per decidere di non seguire lo stesso destino dei genitori è quello di conoscerlo”, conclude la presidente di Bambinisenzasbarre.

Un progetto innovativo e all’avanguardia, primo in Italia ma anche in Europa che ha reali potenzialità di ridurre il rischio sociale dei minori alla devianza giovanile.

Paola Longobardi

Indietro
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK