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Vietnam: la guerra dei bambini contro le malformazioni

Si chiama Agente Arancio ed è stato irrorato in gran parte del Vietnam, Laos e Cambogia tra il ’61 e il ’71. Le conseguenze le pagano ancora le nuove generazioni, che combattono conto malformazioni e malattie. Il punto con la ong Green Cross Svizzera.

Una guerra che si combatte ancora. È quella dei bambini del Vietnam che tutt’oggi riportano le gravi conseguenze di agenti chimici utilizzati durante il conflitto.

Stiamo parlando dell’Agente Arancio (in inglese Agent Orange), il nome in codice che l’esercito statunitense ha dato a un defoliante ampiamente irrorato su tutto il Vietnam del Sud, tra il 1961 e il 1971. Un liquido che ha come sottoprodotti delle diossine altamente tossiche e il cui impiego militare ufficiale era finalizzato alla rimozione delle foglie degli alberi così da privare i Viet Cong della copertura del manto vegetale.

A 40 anni dopo la guerra in Vietnam, si stima che gli abitanti siano ancora contaminati dal veleno che negli anni è penetrato nel terreno risultando presente in quantità di gran lunga superiori rispetto a quelle spruzzate in aria. Le diossine sono presenti anche nella catena alimentare, soprattutto in cibi quali il pesce e altri animali, raggiungendo infine anche la popolazione umana. “Secondo le stime, ogni anno nascono circa 3500 bambini con menomazioni fisiche ascrivibili all’utilizzo del defoliante Agent Orange durante il conflitto in Vietnam”, fa sapere a Piattaforma Infanzia Green Cross Svizzera, organizzazione internazionale con progetti su temi ambientali e sociali. “Il sottoprodotto più nocivo e più difficile da abbattere dell’Agent Orange è la diossina, che oggi viene collegata a un crescente numero di patologie. Tra queste molti casi di cancro, disabilità congenite come la spina bifida e altre deformazioni, oltre che danni al sistema nervoso, immunitario ed endocrino”.

Durante il conflitto in Vietnam furono spruzzati sui campi e le foreste vietnamite oltre 72 milioni di litri di defoliante chimico e quantità sconosciute sono finite nelle zone rurali di Cambogia e Laos, causando quelli che sono tutt’oggi gli effetti del contatto con tale sostanza. “Green Cross Svizzera aiuta i bambini e i giovani vietnamiti che sono vittime indirette dell’erbicida Agent Orange e che sono stati colpiti da menomazioni. Dal 1998 offriamo trattamenti ortopedici per i bambini e supportiamo la formazione di specialisti ortopedici”. Per il sostegno dei più piccoli sono stati avviati programmi di integrazione attraverso il progetto ‘Diagnosi precoce’ grazie al quale si riescono a trattare con successo alcune disabilità individuate per tempo. “Il progetto comprende anche corsi informativi e di formazione per il personale medico e per i parenti di bambini menomati, affinché essi riconoscano per tempo quando lo strumento ortopedico debba essere riadattato. In questo modo è possibile evitare danni alla schiena o altre deformazioni”. Riabilitazione, trattamenti successivi e soprattutto il costante adattamento dei supporti ortopedici durante la crescita dei bambini, queste le necessità delle migliaia di minori i cui trattamenti possono durare fino a 15 anni.

Migliorare anche le condizioni di vita delle comunità nel Laos e in Cambogia, si traduce con attività di formazione sui pericoli dell’Agente Arancio, assistenza sanitaria per i bambini, dotazione di filtri per l’acqua nei villaggi e analisi del terreno, mentre malformazioni, malattie tumorali e conseguenze drammatiche sono la tragica eredità di una guerra che non è mai finita.

Paola Longobardi

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