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Violazione dei diritti e futuro senza speranze. La causa dei bambini palestinesi

L’impatto delle violenze e del conflitto è particolarmente preoccupante sui minori, limitando in maniera seria il pieno godimento dei loro diritti e prevenendone il normale sviluppo”, dichiara a Piattaforma Infanzia Marina Calvino, Segretario Generale di Unrwa Italia.

Manca tutto nei territori palestinesi, soprattutto il rispetto dei diritti. I civili palestinesi vengono uccisi o feriti e le loro proprietà danneggiate o demolite. Atti di violenza perpetrati e totale assenza di provvedimenti alle violazioni, costituiscono anch’essi gravi atti di ingiustizia. Soprattutto se ad essere coinvolti in tutto ciò ci sono bambini e adolescenti il cui numero di arresti per mano di autorità israeliani preoccupa, ma sembra non abbastanza per far agire i Governi. I comitati per i diritti umani, locali e internazionali e organismi delle Nazioni Unite continuano a sollevare appelli per un intervento di tutela, l’esatto contrario del trattamento che le autorità israeliane riservano ai loro piccoli detenuti.

Nel 2014, i bambini detenuti nelle carceri israeliane, in Israele e nei territori palestinesi occupati, sono stati una media di 188 al mese, con punte di 230 nel mese di febbraio. Anche i dati degli anni precedenti si attestano su questa media, con 197 bambini nel 2013, 198 e 192 rispettivamente nel 2012 e 2011”, dichiara a Piattaforma Infanzia Marina Calvino, Segretario Generale di Unrwa Italia, l’organismo delle Nazioni Unite per la protezione dei rifugiati palestinesi.

Nel mese di settembre 2011, recependo positivamente la Convenzione dei Diritti dei bambini, i militari israeliani hanno modificato la normativa relativa all’età minima per presentarsi davanti alla corte militare a 18 anni, mentre prima il limite era fissato a 16 anni, ma nonostante questa nuova ordinanza, gli arresti continuano e i bambini vengono prelevati e rinchiusi nelle carceri senza vedere rispettata la loro età e i loro diritti.

Fin dal 2000 le autorità israeliane hanno arrestato e perseguito tra i 500 e i 700 bambini palestinesi ogni anno, e 7.000 bambini, alcuni anche con meno di 12 anni, sono detenuti e perseguiti da allora”, continua Marina Calvino, specificando che questi dati che ci comunica, sono il frutto di un monitoraggio condotta da Ocha Opt (UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) e Unrwa. “L’impatto delle violenze e del conflitto è particolarmente preoccupante sui minori, limitando in maniera seria il pieno godimento dei loro diritti e prevenendone il normale sviluppo”. Preoccupazione che si estende ancora di più se si pensa ai mancati sforzi da parte della autorità israeliane nell’adozione di misure preventive alla violazione del diritto umanitario internazionale.

Mancanza di prospettive di sviluppo accompagnano le nuove generazioni di giovani palestinesi e a tutto questo si collega anche il discorso delle demolizioni delle proprietà e delle abitazioni che genera un altissimo numero di bambini sfollati in Cisgiordania e a Gerusalemme Est di cui 651 solo nel 2013.

Paola Longobardi

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