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Vivicittà, una corsa per la parità di diritti

Si è svolta in Libano la ‘Run for equality’, una maratona dove lo sport è stato il mezzo per promuovere la pace e l’uguaglianza, una manifestazione che ha coinvolto 1.000 bambini e bambine.

Si chiama Vivicittà e si è tenuta ieri a Tiro, in Libano. Stiamo parlando della ‘Run for equality’, una maratona dove lo sport è il mezzo per promuovere la pace e l’uguaglianza. Una manifestazione che ha coinvolto 1.000 bambini e bambine, dagli 8 ai 13 anni, di tutte le etnie presenti in Libano: palestinesi, siriani e libanesi, insieme per una corsa verso la pace e l’integrazione dei popoli.

In più occasioni Piattaforma Infanzia si è fatta portavoce di iniziative che coinvolgono bambini e adolescenti come punto di partenza per la conoscenza e la tolleranza reciproca. Proprio per questo, non potevamo non parlare di questa importantissima iniziativa che si è svolta ieri in una delle città più importanti del Libano, al confine con Israele, dove la situazione politico-sociale vive sempre in un equilibrio piuttosto delicato. Una manifestazione tanto attesa “perché le tensioni in Libano sono aumentate negli ultimi mesi e lo sport è visto come veicolo di pace ma anche di distrazione per uscire dal grigiore e dalla paura quotidiana, soprattutto da parte dei bambini”, si legge nella nota stampa dell’Uisp, Unione Italiana Sport Per tutti, associazione promotrice dell’evento in collaborazione con la Cooperazione Italiana, l’Unrwa, Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi e Unifil, la missione internazionale ONU che coinvolge anche l’Italia. L’obiettivo, oltre a quello di estendere il diritto allo sport a tutti i cittadini, è stato quello correre per l’equità di diritti e trattamenti per tutti, in un paese che si trova ad ospitare persone di varie provenienze, richiedenti asilo e coloro che fuggono dai conflitti

Suddivisi per età, i bambini hanno praticato tre percorsi differenti: uno di 800 metri, uno di 1,6 km e un altro di 2,4 km. Tutti verso un unico traguardo, quello del riconoscimento dei diritti e della dignità di ogni persona, soprattutto dei minori.

Il Libano da anni vive il grande afflusso di profughi provenienti dal conflitto siriano e la situazione dei bambini nel Paese, già a dura prova per condizioni di equilibrio precario con il vicino Israele, è piuttosto delicata. Ricordiamo che il Paese dei Cedri ospita 1milione di siriani, tra cui tantissimi bambini che vivono nei campi profughi allestiti dalle agenzie internazionali. Nascono, muoiono e vivono nelle tende, dove tutto è precario, soprattutto lo stato psicologico. Attraverso manifestazioni del genere, quello che si intende restituire, è la voglia di andare avanti, un messaggio che attraverso lo sport unisce i cuori di grandi e piccoli, nella speranza di un futuro migliore per le nuove generazioni.

Paola Longobardi

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