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Network multimediale di informazione e cultura per l'infanzia e l'adolescenza Numero 9 marzo 2017

6. Best practice italo-americana: l’esperienza di Mentoring Usa-Italia

L’abbandono scolastico rimane un fenomeno particolarmente sentito in Italia. La costante diminuzione degli investimenti pubblici nella scuola e la difformità d’interventi, a livello regionale e locale, non ha permesso all’Italia negli ultimi anni di recuperare il gap che la divideva dal resto d’Europa. L’Italia è rimasta indietro, nonostante il miglioramento complessivo di alcuni parametri, specialmente per ciò che riguarda alcune aree del Paese come il Sud e le Isole. Oggi, il 14.7 per cento dei giovani abbandona la scuola obbligatoria senza ottenere un titolo di studio. Con tutto ciò che ne consegue in riferimento al rischio, nella vita adulta, di marginalizzazione ed esclusione sociale. Dal 1998, l’Associazione Mentoring USA-Italia Onlus è impegnata per l’attivazione di programmi educativi nelle scuole pubbliche tesi a contrastare l’abbandono scolastico e prevenire le sue cause. Cause che vanno dai più comuni disagi scolastici, quali apatia, noia, disistima, a vere e proprie piaghe sociali come il bullismo, la microcriminalità e l’abuso di sostanze. Sergio Cuomo, presidente di Mentoring USA-Italia, ci ha parlato dell’esperienza e dell’impegno della sua associazione.

Come è nata l’esperienza di Mentoring USA-Italia Onlus?

“L’esperienza one-to-one è nata per la prima volta negli USA nel 1986 dall’intuizione di Matilda Raffa Cuomo che attraverso il New York State Mentoring Program (NYSMP), tra il 1987 ed il 1995, ha supportato il reinserimento sociale di circa 20.000 ragazzi. Successivamente, il NYSMP assunse il nome di ‘Mentoring USA’ e venne inglobato all’interno di H.E.L.P., la più grande organizzazione statunitense di edilizia urbana fondata da Andrew Cuomo, oggi governatore dello Stato di New York. ‘Mentoring USA-Italia’ Onlus nasce nel 1998, dopo una fase di sperimentazione sostenuta dal CNR. La prima scuola che ha adottato il Programma Mentoring è stata la “Osvaldo Conti” di Salerno. Gradualmente, l’iniziativa si è diffusa sul territorio nazionale attraverso sinergie con Istituzioni pubbliche/private, il coinvolgimento della comunità civile e il contributo di migliaia di volontari mentori. In Italia circa 10.000 studenti della scuola dell’obbligo hanno beneficiato del mentoring one-to-one”.

Sergio Cuomo, presidente di Mentoring Usa-Italia Onlus

In che cosa consiste il metodo mentoring?

“La parte più significativa del metodo è nel rapporto di fiducia, di ascolto che un volontario adulto (mentore) riesce a creare con un ragazzo (mentee) in un incontro one-to-one, in un clima di reciproco arricchimento. Il programma Mentoring è un processo di apprendimento circolare e reciproco, che potenzia, oltre le competenze del beneficiario anche quelle del mentore; quest’ultimo infatti, nel doversi relazionare con soggetti diversi, ha la possibilità di sviluppare capacità e sensibilità relazionali utili alla sua stessa crescita come persona e come cittadino.

Inoltre, nel progetto EMPIRE (Empowerment through Mentoring to Promote the Importance of Real Work Experience), abbiamo sperimentato un nuovo approccio, il cosiddetto ‘blended mentoring’ che è finalizzato alla valorizzazione e alla trasmissione delle competenze tecniche nel mondo del lavoro. Qui, a portare supporto nelle scuole, sono categorie professionali selezionate come ad esempio esponenti di Istituzioni pubbliche o imprese private”.

Il programma è adeguato alla singola problematica o c’è un approccio valido e onnicomprensivo?

“Ogni programma Mentoring USA-Italia cerca di rispondere ai singoli bisogni attraverso l’affiancamento one-to-one (mentore-mentee) che avviene sulla base di interessi comuni rilevati attraverso la compilazione di apposite schede. Il mentoring è una forma d’intervento sociale molto flessibile, che ‘non ha angoli’ e che consente una grande possibilità di personalizzazione e di adattabilità in funzione del contesto”.

Come vengono individuati i “mentee” supportati dalla vostra associazione? In quali aree viene implementato?

“I mentee sono alunni selezionati direttamente dalle scuole dove noi siamo attivi in base a criteri specifici che vanno da comportamenti marginali o poco produttivi (timidezza, introversione, iperattività, bullismo, etc..) a problematiche di natura psico-sociale (difficoltà di relazione con i pari o con gli insegnanti). Inoltre, aiutiamo i ragazzi a superare traumi personali come i fallimenti scolastici o fenomeni di disgregazione familiare come la separazione, il divorzio o l’assenza di uno o entrambi i genitori. Infine, assistiamo ragazzi che presentano problematiche legate ai contesti socio-culturali di provenienza. I ragazzi vengono seguiti per periodi che vanno dai 4 ai 6 mesi. L’azione di Mentoring è orientata generalmente su aree territoriali a maggior rischio di dispersione scolastica. Ciò non esclude altri Istituti scolastici che ne facciano esplicita richiesta d’implementazione”.

Quali sono la scala e i numeri dei programma?

“Il programma Mentoring Italia-Usa, sin dalla sua nascita, ha portato la propria esperienza in più di 200 Istituti scolastici pubblici supportando nel loro percorso di crescita più di 10mila ragazzi. La sua azione ha coperto quasi tutto il territorio nazionale con un’incidenza principale nelle regioni del Sud. Sono 6 i programmi contenitori attivi al momento, ognuno con un numero diverso di scuole di riferimento. Ma Mentoring Italia-Usa è presente anche fuori dai confini nazionali. Negli anni ha condotto collaborazioni e progetti educativi in diversi Paesi quali, tra gli altri, Spagna, Germania e Marocco”.

Come vengono selezionati i mentori e che tipo di supporto ricevono nel tempo?

“I mentori sono risorse della comunità che mettono il loro tempo e le loro capacità al servizio di ragazzi in difficoltà. Parliamo di mentori perché, pur avendo la saggezza e l’esperienza di un maestro, non si presentano come gerarchicamente superiori a coloro che assistono. La loro guida è, infatti, discreta e non impositiva. I mentori vengono selezionati in base alle loro capacità e competenze di base che sono in genere: empatia, capacità di assistere senza giudicare e mettersi in gioco, assenza di giudizio, affidabilità e pro-socialità”.

Come viene valutato l’impatto di Mentoring sul territorio?

“La valutazione dei Programmi Mentoring USA-Italia si basa sui feedback che settimanalmente il referente dello sviluppo programma (psicologo, esperto di Mentoring e responsabile del singolo programma nella scuola sede dell’intervento) riceve dai mentori al termine di ogni incontro di mentorato. Anche il Coordinatore scolastico del Programma, in genere un docente incaricato dalla scuola sede dell’intervento, fornisce, sentiti gli altri docenti, feedback sul cambiamento avvenuto negli studenti coinvolti sia rispetto alla sfera personale che al rendimento scolastico”.

Quali sono i problemi più ricorrenti che registrate nella vostra attività?

“La principale difficoltà che riscontriamo è data, in molti casi, dalla discontinuità dovuta all’assenza di finanziamenti pubblici/privati. Questi sono necessari per dare prosecuzione alle azioni realizzate. La loro interruzione rischia, non solo di vanificare tutto il lavoro svolto, ma al contempo riduce la possibilità di pianificare per tempo e implementare nuovi interventi. Si è pertanto sempre alla ricerca di bandi e opportunità finanziarie che consentano di rispondere alle richieste di continuità e di attivazione di nuovi interventi educativi”.

Quanto l’abbandono scolastico influenza la società italiana e come viene affrontata la tematica a livello nazionale?

“La Legge 107/2015 riconosce l’importanza della prevenzione e del contrasto della dispersione e dell’abbandono scolastico e dichiara chiaramente la necessità di individuare adeguate azioni educative finalizzate a prevenire e contrastare il fenomeno. In quest’ottica, Mentoring USA-Italia cerca di fare la sua parte rispondendo a tutte le possibile call italiane promosse da Enti pubblici e privati italiani ed europei (es. Erasmus +) per concorrere ad una crescita sana e armoniosa dei giovani che sono il nostro futuro”.

Su quali programmi sta lavorando in questi mesi Mentoring Usa-Italia Onlus? Attività future?

“Mentoring USA-Italia è costantemente attenta a implementare la propria azione educativa. Attualmente è impegnata su 11 progetti Mentoring sostenuti dal MIUR nell’ambito del Bando “Piano nazionale per il potenziamento dell’orientamento e contrasto alla dispersione scolastica” per l’anno scolastico 2015/2016, realizzati in collaborazione con Formaments Soc. Coop. e l’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’. Inoltre, ha appena concluso le attività del progetto ‘Per non perdere la rotta’ promosso dalla Fondazione Tender to Nave Italia e dalla Fondazione Carisal, in collaborazione con la Marina Militare Italiana e lo Yacht Club italiano. Progetto che ha consentito la realizzazione del primo programma Mentoring a bordo di Nave Italia, il prestigioso veliero di tipo ‘brigantino goletta’”. Inoltre, è molto attiva insieme a diverse realtà nazionali per la costruzione di reti di partenariato in risposta a bandi di prossima scadenza”.

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