Testi

Io vorrei…

Anno: 2004
Lingua: Italiano
Pagine: 128

Tredicisogni nel cassetto” di meniños de rua di San Paolo del Brasile diventano altrettante favole, scritte e disegnate da alcuni dei più quotati autori e illustratori di libri per l’infanzia italiani.  E’ l’idea del libro “Io vorrei…” pubblicato dalle Edizioni Condé Nast come strenna natalizia. Il libro è venduto, solo su ordinazione, a privati o aziende. Si tratta di un ponte immaginario tra bambini che vivono in una favela di San Paolo e autori e illustratori italiani.

Racconti e disegni originali, che prendono spunto dai desideri di quei bambini, da leggere e far leggere ai nostri bambini per sorridere, sognare e riflettere, per dare una mano a chi sogna di vivere in un mondo migliore.

Il ricavato del libro è interamente devoluto al Centro per i meniños della favela di Santa Teresinha, a San Paolo, come contributo per la costruzione e il mantenimento di una scuola professionale che toglierà dalla strada circa 130 ragazzi all’anno, offrendo loro nel contempo qualche chances di un futuro dignitoso.

L’idea del libro è di una coppia di consulenti editoriali, Antonella Antonelli ed Ercole Giammarco, che da anni organizza progetti charity a favore dei meniños di San Paolo. Tutti coloro che hanno collaborato alla sua realizzazione: coordinatori, editor, autori, illustratori, grafici, fotolito, stampa, hanno offerto la propria competenza gratuitamente.

Per richiedere copie del libro rivolgersi a: Nuovi Spazi al Servire – ONG Via Montello 5/A  24047 Treviglio (BG) tel. 0363/40974 fax 0363/41757

e-mail nuovispazi.nss@libero.it

ALTRE INFORMAZIONI SUL CENTRO DI SANTA TEREZINHA A Santa Terezinha, favela alla periferia di San Paolo del Brasile, un gruppo di giovani idealisti, sostenuti da padre Giorgio Callegari, ha dato vita ad uno spazio, il “Centro di Gioventù“, per bambini in età tra i 6 e i 15 anni. L’obiettivo del “Centro” è creare una solida alternativa alla violenza e al degrado umano che circonda questi ragazzi.

Da più di quindici anni, mattone dopo mattone, il “Centro di Gioventù” è diventato un punto di riferimento per l’intera comunità che, quotidianamente, bussa alla porta in cerca di sostegno per le più disparate necessità, ma soprattutto per potervi affidare il futuro e le speranze dei propri figli. Nel “Centro”, che quotidianamente accoglie 130 bambini, si lavora a numero chiuso per garantire a tutti un pasto caldo, le prime nozioni di igiene, l’apprendimento di piccole attività che verranno utili per la sopravvivenza da adulti e, pur trattandosi di una struttura da dopo scuola, si insegna a leggere e a scrivere.

Per chi ha trovato posto nel “Centro”, vi è l’obbligo di frequentare la scuola pubblica, anche se dalla scuola che serve questa realtà molti bambini escono ancora analfabeti. All’interno del “Centro” i ragazzi sviluppano valori come il rispetto, l’altruismo e rapporti basati sulla non violenza, che diffondono poi all’interno della comunità. I bambini hanno compreso che il loro futuro dipende essenzialmente dal loro agire, ma ci ricordano anche che senza un sostegno concreto saranno destinati a riciclarsi nella logica della sopravvivenza, che a Santa Terezinha significa violenza, droga o prostituzione. Il “Centro di Gioventù”, nato abusivamente su un terreno occupato, è stato dopo anni riconosciuto e legittimato dal Municipio di San Paolo. Il Municipio, dinanzi ai risultati raggiunti, elargisce ora un piccolo contributo ai collaboratori del “Centro”, gente semplice che abita la favela, e che si prodiga fra mille difficoltà per mantenere in vita la struttura.

Compiuti i 15 anni di età i ragazzi devono però lasciare il “Centro di Gioventù”, che per loro ha rappresentato una casa, una famiglia e l’unica garanzia di un pasto quotidiano. La preoccupazione di Padre Giorgio e dei suoi collaboratori è stata quella di dare continuità al lavoro sinora svolto con i ragazzi. Si è così provveduto all’acquisto di un terreno a Santa Teresina dove edificare una scuola professionale per i ragazzi che hanno raggiunto i 15 anni d’età.

Ora servono i fondi per edificare lo stabile che prevede spazi per le professioni di elettricista, panettiere-pasticcere, muratore e programmatore di computer oltre, naturalmente, alla mensa. I corsi avranno una durata di tre anni e l’obiettivo è quello d’inserire i ragazzi diplomati nella realtà lavorativa della megalopoli di San Paolo.

La scuola ospiterà circa 130 ragazzi divisi fra i diversi corsi di formazione. Si cercano sponsorizzazioni per la costruzione dell’edificio, per l’acquisto dei materiali necessari, nonché per l’adozione degli insegnanti e dei ragazzi. Ad occuparsi di questo progetto sono i collaboratori di Padre Giorgio a San Paolo, in Italia e in Svizzera.

 

Il prato sotto la città di Anna Vivarelli — Illustrazioni di Filippo Brunello
Il sorriso di Thais di Roberto Piumini — Illustrazioni di Donata Montanari
Il cioccolato della felicità di Luisella Seveso — Illustrazioni eli Giulia Orecchia
Zefira di Chiara Carminati — Illustrazioni di Pia Valentinis
Papà, mamma, il gatto e l’influenza di Luciano Comicla — Illustrazioni di Annalaura Cantone
La bicicletta di Beatrice Masini – Illustrazioni cli Emanuela Bussolati
La scatola con le rose di Anna Lavatelli — Illustrazioni di Francesca Crovara                                                                                                                Il campo di Paola Parazzoli — Illustrazioni di Anna Curti
Aline e il tempo di Elisabetta Jankovic — Illustrazioni di Antonella Abbatiello
Alle bambine piacciono le bambole di Bruno Tognolini — Illustrazioni cli Francesca Chessa
Zahira, un fiore per nome di Farid Adly — Illustrazioni di Giulia Orecchia                                                                                                       Bullone di Carlo Muttoni — Illustrazioni di Carlo Muttoni
Il mondo dentro e il mondo fuori di Sabrina Giarratana — Illustrazioni di Francesca Chessa

Casa editrice: Edizioni Condè Nast
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