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Quando sei nato non puoi più nasconderti

Autore/Regista: Marco Tullio Giordana
Data Uscita: 2010
Lingua: Italiano

Il trailer del film è ispirato a un romanzo di Maria Pace Ottieri dallo stesso titolo che è la traduzione del nome africano di un migrante incontrato dal piccolo Sandro, protagonista del film, nella sua città. L’espressione vuole significare che la stessa nascita segna il passaggio ad una vita difficile che devi affrontare con le tue forze e a cui non puoi sfuggire mettendoti da parte, evitando di fare le tue scelte.

Diretto dal regista Marco Tullio Giordana, il film tratta il grave odierno problema dell’emigrazione clandestina: «Volevo raccontare con gli occhi ancora innocenti e perfino riconoscenti di un bambino che è stato salvato da loro chi sono questi migranti. Sandro scopre che sono molto simili a lui, che sono governati dagli stessi sentimenti, che può nascere l’amicizia, l’amore, il bisogno l’uno dell’altro, in modo assolutamente sincero.» La pellicola ha un finale aperto che lascia allo spettatore la possibilità di ipotizzare il seguito, in modo da farlo riflettere ulteriormente anche dopo la visione.

Il film racconta di una famiglia bresciana benestante, non particolarmente chiusa alla realtà dei migranti (il padre del protagonista infatti è il proprietario di una fabbrica dove lavorano extracomunitari con i quali ha un rapporto amichevole) ma in realtà lontana dai problemi sociali dell’emigrazione, viene sconvolta da quello che succede al figlio dodicenne Sandro; durante una crociera in barca con il padre, Sandro cade in mare e viene raccolto da un barcone di immigrati clandestini.

Corre il rischio di essere identificato dagli scafisti come un ricco italiano e quindi di essere sequestrato per un riscatto. Sarà il clandestino rumeno Radu a salvarlo facendolo passare per un orfano curdo. Sandro deve cavarsela con le sue forze in una realtà a lui sconosciuta, in una situazione molto diversa da quella in cui abitualmente vive.

Questa disavventura si risolverà felicemente per Sandro, che ritorna sano e salvo dalla sua famiglia e ormai più maturo per l’esperienza che ha fatto. Ha avuto modo di vedere le disperate condizioni dei clandestini, le morti in mare di coloro che non hanno resistito alle privazioni della lunga navigazione, la crudeltà e il cinismo degli scafisti senza scrupoli che spesso abbandonano in mare i migranti e le dure condizioni dei centri di accoglienza. Tutto questo lo ha reso più adulto dei suoi stessi genitori.

Sandro vuole a tutti i costi aiutare l’immigrato rumeno Radu, che lo aveva salvato e protetto quando erano sul barcone, e sua sorella, Alina. Ciò pone l’obbligo morale ai genitori di Sandro di avvicinarsi ad un mondo fino ad ora mai considerato e, per ringraziare i due fratelli rumeni per l’aiuto che hanno dato al loro figlio, vorrebbero accoglierli nella loro famiglia adottandoli. Ma i due sono clandestini: da un’analisi al polso risulta che Radu è maggiorenne e ha avuto problemi con la giustizia romena: legalmente quindi dovrebbe essere rimpatriato. Allora i due scappano a Brescia dove nel frattempo sono ritornati Sandro e i suoi genitori.

Sandro è affezionato particolarmente ad Alina e ne apprezza soprattutto la semplicità e i sentimenti apparentemente sinceri. Quando lei e suo fratello si presentano in tarda serata a casa di Sandro, sia quest’ultimo che i suoi genitori li accolgono benevolmente. Il padre di Sandro, però, dice ai due che li ospiterà solo per quella notte, poiché essi sono clandestini. Mentre Sandro e i suoi genitori dormono, Radu e Alina rubano soldi e gioielli e scappano via.

Sandro inizialmente è molto deluso dal comportamento veramente inaspettato dei due rumeni, ma dopo qualche giorno, riflettendo, capisce, al contrario dei genitori molto superficiali, che vi erano problemi non facili da risolvere. Così, dopo una telefonata d’aiuto ricevuta da Milano da parte di Alina, decide di cercarla senza avvertire i genitori. Troverà Alina in un grande edificio abbandonato (nella realtà un ex consorzio agrario dei primi del Novecento a Brescia) dove vive in una sorta di bolgia dantesca la varia umanità dei clandestini. Scoprirà che Radu non è il fratello di Alina ma il suo protettore che la costringe a prostituirsi. Il film si conclude con Sandro che invita Alina a tornare con lui, ma ci è ignota la risposta di lei.

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